ALTERNATIVE PROJECT
GRATTACIELO SAN PAOLO
Hiroshi Hara
Nato nella città giapponese di Kawasaki nel 1936, si laurea all'Università di Tokyo nel 1959. Presso il medesimo ateneo consegue il Master in Architettura nel 1961 e il Dottorato in Ingegneria nel 1964, diventando professore nel 1969; mantiene la cattedra fino al 1997, attualmente è professore emerito. Dall'inizio degli anni Sessanta in poi, realizza interessanti interventi, molte abitazioni private, tra le quali la sua personale, Hara House, a Machida, Tokyo. Nel 1982 partecipa al concorso internazionale per il Parco della Villette a Parigi. Costruisce a Tokyo, Nagano, Yokohama, Osaka, Kyoto vincendo numerosi premi internazionali. Con Botond Bognar pubblica il suo testo più conosciuto, Hiroshi Hara. The floating world of architecture (John Winley and sons, 2001). La sua esperienza a Torino ha un precedente nel 2000-01 quando Hara, con il progetto di una teca di 85 metri che racchiude quattro corpi indipendenti di uffici, partecipa al concorso internazionale indetto dalla Regione Piemonte per la propria nuova sede, vinto da Massimiliano Fuksas. Realizzare una proposta che “respiri”, che sia conforme alla natura e la celebri, questa è la proposta progettuale di Hiroshi Hara. L’aria, attraverso la trasparenza, e il verde, grazie all’estensione verticale del giardino sottostante, sono gli strumenti capaci di concretizzare l’intento dell’architetto giapponese. A monte sta la volontà di fare un’architettura sostenibile e intelligente, simbolica e d’avanguardia.

Per gentile concessione di Fondazione Torino Musei
TORINO GRATTACIELI
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Estudio Lamela

Ha sede a Madrid e con oltre cento professionisti impiegati, è attualmente il più grande studio di architettura in Spagna. Fondato nel 1954 da Antonio Lamela (oggi presidente onorario dello studio), è diretto dal figlio Carlos, nato a Madrid nel 1957. Tra le principali opere portate a termine, vi sono il nuovo terminal dell'aeroporto di Madrid-Barajas, la città sportiva del Real Madrid, l'ampliamento dello stadio Santiago Bernabeu. Sono attualmente in corso numerosi cantieri a Varsavia, in Messico, in Cina e naturalmente in Spagna. Carlos Lamela è stato visiting professor alla Graduate School of Design di Harvard, alla Cornell University, al Politecnico di Madrid, alla Universidad Landivar in Guatemala. Il progetto dell’Estudio Lamela enfatizza e conferma un carattere distintivo di questi professionisti spagnoli: l’impostazione principalmente ed efficacemente organizzativa che rende la natura degli edifici strettamente dipendente dal loro processo costruttivo e dalla loro gestione. Fin dalle Torres Colòn costruite a Madrid nel 1964, Antonio Lamela presenta il modello costruttivo della struttura appesa a un’anima centrale. Realizzare una proposta che “respiri”, che sia conforme alla natura e la celebri, questa è la proposta progettuale di Hiroshi Hara. L’aria, attraverso la trasparenza, e il verde, grazie all’estensione verticale del giardino sottostante, sono gli strumenti capaci di concretizzare l’intento dell’architetto giapponese. A monte sta la volontà di fare un’architettura sostenibile e intelligente, simbolica e d’avanguardia.

Per gentile concessione di Fondazione Torino Musei
 
Daniel Liebeskind

Daniel Liebeskind nasce a Lodz, Polonia, nel 1946. Emigra negli Stati Uniti nel 1965, dove studia musica e poi architettura, materia in cui si laurea a New York nel 1970. Nel 1972 riceve un diploma post laurea in Inghilterra in Storia e Teoria dell'architettura, in seguito al quale avvia la carriera di insegnante, distinguendosi come teorico della progettazione. Nel 1989, con la vittoria per il museo ebraico di Berlino, apre uno studio nella capitale tedesca. Il Museo lo consegna a una fama internazionale immediata rendendolo protagonista sulla scena dell'architettura costruita, guidando uno studio che impiega, nelle sue varie sedi 140 persone. Realizza progetti a Manchester, Tel Aviv, Denver, Londra, Seul. In Italia è impegnato nella progettazione del nuovo quartiere Fiera a Milano. Dal 2002 ha trasferito il centro della propria attività a New York. Alla ricerca esplicita della massima visibilità da ogni prospettiva, il grattacielo di Daniel Liebeskind è un “cristallo prezioso e solido, metafora della trasparenza verso il pubblico, ma anche di purezza”, come indica nella presentazione. Il criterio della movimentazione delle superfici in pianta dell’edificio viene collegato graficamente a una serie di assi portanti del tessuto cittadino: la diagonale di via Pietro Micca, l’asse della Spina centrale, la basilica di Superga, il Monviso o la palazzina di Stupinigi.

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Mvrdv

Lo Studio Mvrdv viene fondato a Rotterdam nel 1991 da Winy Maas (1959), Jacob Van Rijs (1964) e Natalie de Vries (1965), all'inizio di quello che è considerato il decennio magico dell'architettura olandese. L'influenza di Rem Koolhaas, nel cui studio Maas e Van Rijs studiano e lavorano a fine anni Ottanta, è visibile nell'attività di Mvrdv, in cui la progettazione a partire da serie di dati di natura sociologica ed economica costituisce una costante. Oltre a testi teorici di grande successo come Farmax (1998) o Metacity (1999), al trio si devono alcune delle icone riconosciute dell'architettura contemporanea olandese, a Hilversum, Amsterdam, il padiglione olandese all'Expo 2000 di Hannover, il quartiere di case unifamigliari di Ypenburg. La proposta dello studio olandese Mvrdv, come è dichiarato dagli stessi architetti nella relazione di progetto, è “un atto di letterale capovolgimento di una classica torre”. Ruotare e sollevare sono due operazioni spaziali alle quali vengono ricondotti tutti i loro progetti. Costituito da un unico volume di 15 piani di uffici, lungo ben 150 metri e sospeso a 90 metri da terra su tre piloni, l’edificio esplora il concetto di un’organizzazione non gerarchica.

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Dominique Perrault

Dominique Perrault (Clermont-Ferrand, 1953) formatosi a Parigi, è titolare di uno studio di architettura dal 1981. Affermatosi come uno dei più promettenti architetti della sua generazione, vince nel 1898 il concorso internazionale per la nuova Biblioteca Nazionale di Francia. Nei sette anni di costruzione dell'edificio – il più imponente dei grands travaux dell'era Mitterand – lo studio di Perrault si proietta nella ristretta élite continentale di studi di architettura in grado di assecondare o anticipare l'innovazione tecnica, trasferendola in particolare in grandi progetti di edifici collettivi. Senza perdere di vista la sperimentazione in campo artistico, che vede l'architetto partecipare anche di recente a installazioni e persino scenografie, l'attività è segnata da importanti edifici a Berlino, Innsbruck, la Corte di Giustizia della Comunità Europea in Lussemburgo, San Pietroburgo, Seul. E’ un grattacielo senza retorica quello proposto dal francese Perrault, che sceglie una via paradossale: il “grattacielo” si abbassa, si demoltiplica, articolandosi in sei volumi pressoché cubici, ruotati e sfalsati tra loro, nel tentativo di disegnare a terra uno spazio articolato e vivibile. I blocchi si presentano come oggetti leggeri, posati uno sull’altro, consentendo così di sfuggire all’alienazione del “piano-tipo”.

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